Google Google delle mie brame, come sta il mio bambino?

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Le cifre descrivono un “mondo rosa” che si riversa online per ricercare informazioni sulla salute del bambino. Cosa c’è di sbagliato e cosa no nell’autodiagnosi online, visto dal punto di vista di un “addetto ai lavori”.

Lo sappiamo tutti: il web è una risorsa infinita di informazioni e su questo non c’è ombra di dubbio. C’è chi passa giornate intere su internet, chi per lavoro (come me) e chi no, ma c’è anche una tipologia di utenza che utilizza internet “a necessità”. Parlo di un’utenza che non è naturalmente attratta dall’utilizzo della rete, ma per una specifica condizione o necessità temporanea. In questa tipologia di utenza rientra anche la figura della mamma.

Dunque, fatte le dovute eccezioni, le mamme sono sempre più alla ricerca di informazioni su internet non appena scoprono di essere incinte. Tutte voi che state leggendo in questo momento l’articolo, potete confermalo, vero? La mia sembrerebbe quasi una domanda trabocchetto, quasi come se questo tipo di atteggiamento fosse da etichettare come “sbagliato”. Per come la vedo io, non è nè giusto, nè tantomeno sbagliato e vi spiegherò il perchè.

Secondo un’indagine realizzata nel 2013 dalla Società Italiana di Pediatria (SIP), ben 135 milioni sono le donne europee che utilizzano internet abitualmente con un tempo medio di permanenza di 11,2 ore a settimana. Le norvegesi risultano il campione più cospicuo con ben l’83% di donne abituali, ma le italiane presentano il tasso di crescita più alto in tutta Europa, ben il +25% tra il 2008 e il 2010. Ma sapete quel è il motivo che spinge le donne ad utilizzare la rete? Questa stessa indagine parla chiaro: il 56% del campione preso in esame ricerca informazioni sulla salute del bambino. Nello specifico:  informazioni sulla salute degli adolescenti (26%), dei bambini fra i 4 e gli 11 anni (24%), dei piccoli sotto i 3 anni (20%).

Ma quindi, cosa c’è di sbagliato nel ricercare informazioni per la salute del bambino da parte delle mamme su internet? Il punto non è questo, semmai comprendere quali sono le fonti da cui si prelevano le informazioni e quali sono i siti davvero competenti in materia. Infatti c’è una cosa importantissima da considerare, ovvero che il web non è un oracolo e nemmeno un dono divino.

Quello che purtroppo molto spesso si ignora è che il web è stato inventato dall’umanità e tutt’oggi, tutto ciò che è all’interno, è scritto e creato da uomini e donne esattamente come me e te che stai leggendo questo articolo. Il web, soprattutto quello etichettatto “2.0” fatto di connessioni “social”, basa le sue fondamenta su indagini di mercato, azioni commerciali e raccolta di dati. Dunque se ho a che fare con un imprenditore che ha interesse solamente a fare soldi, probabilmente avrò a che fare con un sito di panzanate alle quali si può credere come a Pinocchio, perchè costruite su un target ben preciso.

Dunque una vera risposta non c’è, ognuno agisce con la propria sensiblità e intuito ma ci sono alcuni punti che vanno sempre considerati come dei dogmi quando si naviga sul web, più che altro per evitarsi ansie o informazioni sbagliate:

  1. la rete non è un oracolo e google non è un santone
  2. di solito i siti con titoli sensazionalistici vanno evitati perchè costruiti per attirare click (il click baiting è una stategia web che significa letteralmente “bagno di click”)
  3. di solito i siti che dispensano malattie e tragedie per voi e i vostri bambini sono da evitare
  4. per qualsiasi problema esistono professionisti nel mondo reale che, con un appuntamento, possono risolvere gran parte dei problemi
  5. i siti seri, non fanno mai delle diagnosi online, nè consigliano alcun tipo di farmaco o soluzione miracolosa

Care mamme, considerate sempre il web come una grande città dove ci sono tante persone (le informazioni) che vivono e lavorano nelle loro case e i loro uffici (blog e siti) e che chiedere informazioni o consigli va sempre bene, ma forse prima va speso un pò di tempo nel capire a chi lo si sta chiedendo. Non tutti sono delle brave persone e soprattutto non tutti agiscono nel tuo interesse, questo d’altronde fa parte della vita. Considerare il web come “virtuale” è parzialmente sbagliato. Paradossalmente, nulla è più reale del web, così come uscire per strada e chiedere informazioni ad un passante.

Mi piacerebbe affrontare con voi questo grande tema (a me molto caro in qualità di “addetto ai lavori”), che oggi più che mai importante, visto che tutto va così veloce che la percezione delle cose a volte può sfuggirci. Sarò molto lieto di rispondere ai vostri commenti.

Alla prossima.

Devir

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