Perché gli adolescenti adorano il Cavaliere Oscuro, o meglio The Dark Knight

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Ecco il perché i nostri ragazzi adorano il Cavaliere Oscuro, ed ecco perché noi genitori dobbiamo incoraggiarlo verso questa lettura.

Gli adolescenti e i supereroi diventano adulti insieme a Miller.Frank Miller è il Re e mi dispiace per gli altri.

La sua storia, i suoi lavori, la genialità, l’innovazione che ha saputo portare nel mondo della narrazione (attenzione: ho usato la parola narrazione e non fumetto volutamente) parlano da soli. E’, a mio parere ma non solo a mio parere, una delle dieci persone che più hanno influenzato la cultura popolare tra la fine del ventesimo e l’inizio del ventunesimo secolo. Qualunque suo lavoro ha portato freschezza e vitalità nel fumetto. I suoi racconti non sono mai banali o scontati, possiedono sempre quelle intuizioni e quell’approccio che permettono loro di essere avveniristici anche a distanza di anni dalla pubblicazione. Per chi non lo conoscesse cito alcuni dei suoi lavori: 300, Sin City, Elektra, Il Cavaliere Oscuro (o meglio The Dark Knight Returns). Questo per darvi un’idea degli universi creati da questo signorotto.

è sempre così musone, scontroso, rivoluzionario, vive in un suo mondo

Vorrei soffermarmi sull’ultimo titolo della lista e mi riallaccio ad un mio articolo di qualche mese fa. Mi riferisco a Spiderman e Gwen Stacy e sulla sempre difficile strada verso la maturità. Ricordate? Bene. Partiamo allora da un esempio pratico. Avete presente il figlio adolescente della vostra amica? Quello a cui non sapete mai cosa regalare al compleanno o a Natale perché ”…è sempre così musone, scontroso, rivoluzionario, vive in un suo mondo, ecc.ecc.”? Bene. Al prossimo compleanno avete il dono pronto per lui. Vi recate in una libreria piuttosto fornita e richiedete una delle edizioni a disposizione. Vi consiglio le ultime, molto dettagliate e complete di analisi critica.

Il fascino del Ritorno del Cavaliere Oscuro è talmente trasversale, underground, incontestabile che anche i ragazzi che non hanno mai aperto un libro o un fumetto apprezzeranno l’idea. E’ considerato da più parti il miglior fumetto mai realizzato. E’ talmente bello ed innovativo che le major cinematografiche tentennano tuttora all’idea di portare sul grande schermo questa storia, temendo il confronto con l’originale a fumetti. Salvo poi andare a prendere a piene mani tutti i personaggi con le loro caratterizzazioni. Tanto per darvi un’idea: il Batman di Tim Burton e quello di Nolan non sono nient’altro che il Batman di Miller.

Il fascino del Ritorno del Cavaliere Oscuro è talmente trasversale, underground, incontestabile

Quale è il motivo di un tale successo di pubblico e di critica e perché mai un ragazzo oggi dovrebbe leggere questo fumetto uscito nell’ormai lontano 1986? E perché voglio portarlo alla vostra attenzione?

Innanzi tutto perché ancora oggi la dirompente freschezza di questa storia è rimasta del tutto inalterata. E poi perché introduce un concetto del tutto nuovo nella logica imperante del fumetto, e, conseguentemente, del prodotto cinematografico ad esso collegato.

I supereroi invecchiano. Sissignore.

Batman, cinquantenne disilluso che ha definitivamente abbandonato il suo costume

E Miller ci presenta un Bruce Wayne, alias Batman, cinquantenne disilluso che ha definitivamente abbandonato il suo costume. Batman è niente più che una leggenda urbana. Il crimine è in perenne crescita a Gotham City. Superman è invece al servizio del governo, poco più di un burattino nelle mani del Presidente degli Stati Uniti. Batman e Superman finiranno addirittura per scontrarsi… ma non voglio rivelare null’altro della trama.

Il punto non è infatti la trama. Il punto cruciale è il passaggio all’età adulta ancora più marcato rispetto a qualunque altro fumetto precedente, compreso lo Spiderman citato in precedenza. Se Spiderman aveva indicato la strada verso la maturità, Miller ne completa il percorso. Questo fumetto è quello che scardina completamente le regole e traghetta in via definitiva la mitologia americana dei supereroi dall’illusione degli anni ’50 e ’60 al realismo del ventunesimo secolo. Qualcuno lo definisce addirittura nichilista. Io non mi trovo d’accordo con questa definizione.

Se avrete la pazienza di leggere questo capolavoro vi accorgerete che invece è una storia che parla di speranza e di futuro. Ma lo fa in modo disilluso e concreto.

è una storia che parla di speranza e di futuro

E’ violento? Certo. Ci sono sangue e morti, scene violente e pazzoidi. Tutto quello che potete trovare in un qualunque telegiornale delle venti sui nostri canali televisivi. Oppure tutto quello che gira su internet da anni, solo raccontato meglio. Magari la vostra amica storcerà un po’ il naso ma vi assicuro che suo figlio ve ne sarà grato per gli anni a venire e avrà una opinione ben diversa di voi. Non sarete più la signora amica di mamma tanto borghesuccia ma l’amica di mamma davvero tosta.

Un saluto dal Vostro Caro Vecchio Zio Jack.

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