Mamma, a che gioco giochiamo? Le Carte di Propp!

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Nello scorso episodio abbiamo visto quanto le storie possano essere importanti per i nostri bambini, come queste possano aiutarli in momenti particolarmente difficili, ispirandoli e regalando loro il coraggio che – delle volte­ può mancare. 

Ma le storie non vanno solo lette o raccontate, le storie possono essere create!

La creazione di storie può essere integrata e potenziata dall’uso del gioco, con immagini, disegni, oggetti, marionette, bambole e carte! Ed è proprio un gioco di carte che oggi vi voglio presentare, un gioco così semplice che, però, può dar vita a delle storie meravigliose: Il Gioco delle “Carte di Propp”.

Il Gioco delle “Carte di Propp” può dar vita a delle storie meravigliose

Per presentarvi le Carte di Propp devo presentarvi anche l’autore che presta il nome a questo gioco: Vladimir Propp. Propp, analizzando la struttura delle fiabe popolari, nel suo “Morfologia della Fiaba”, giunge a formulare tre principi: 1) Gli elementi costanti e stabili della fiaba sono le funzioni dei personaggi; 2) Il numero di queste funzioni è limitato – Propp ne individua 31 3) La successione delle funzioni è sempre identica.

Ogni funzione rappresenta una situazione tipica della trama di una fiaba: le funzioni sono, quindi, quelle costanti con cui le fiabe sono costruite e che possiamo utilizzare per inventarne di nuove.

Uno dei primi ad aver utilizzato le Carte di Propp è stato il grande maestro Gianni Rodari che proponeva di creare noi stessi assieme ai nostri bambini un mazzetto di Carte di Propp scegliendo tra le 31 funzioni suggerite dall’autore, disegnandole e scrivendo sulla carta il titolo della funzione stessa o una parola chiave. Assieme ai piccoli, in una sorta di gioco di carte, si può quindi giocare ad inventare una storia!

le storie non vanno solo lette o raccontate, le storie possono essere create

Aiutandosi con queste carte è così possibile costruire ed inventare sempre nuove storie, divertendosi a giocare con la propria fantasia ed immaginazione.

Ogni carta di Propp rappresenta un intero spaccato del mondo fiabesco ed ogni funzione si dimostra essere ricca di appelli al mondo personale del bambino. Ad esempio, leggendo su una carta la funzione “divieto”, il bambino sarà subito in grado di entrare in contatto con le proprie esperienze di divieto ( “non toccare”, “non giocare con l’acqua”, “non andare a dormire troppo tardi” etc).

Non ci sono limiti d’età per questo gioco, basta avere la fantasia e l’attenzione necessaria per adattarlo alle competenze linguistiche e alla capacità di attenzione dei propri bambini. I bambini, inoltre, saranno i protagonisti indiscussi anche per quanto riguarda le modalità del gioco. Come ricorda Gianni Rodari ne “La grammatica della fantasia”: i giocatori possono costruire le storie estraendo di volta in volta delle carte oppure…

stimolerete la fantasia e l’immaginazione dei vostri bimbi contribuendo, allo sviluppo delle loro capacità linguistiche

“I bambini amano mescolare le carte, improvvisandosi delle regole: estrarne tre a caso e costruirci una storia completa; partire dall’ultima carta della serie; dividersi il mazzo, tra due gruppi, e comporre due storie a gara. Spesso basta una carta a suggerire una favola

Oltre al divertimento, le Carte di Propp assumono una grande valenza educativa: prima di tutto stimolerete la fantasia e l’immaginazione dei vostri bimbi contribuendo, inoltre, ad incrementare lo sviluppo delle loro capacità linguistiche.

Insomma… si può davvero imparare giocando 🙂

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