Halloween: scegliere le giuste letture HORROR a seconda dell’età dei bambini

mammabanana_halloween-zombie (Medium)

Il bimbo di un mio amico lo scorso anno per Halloween ha voluto travestirsi da zombie. Nulla di male, per carità. Il bimbo però ha cinque anni. Alla domanda del padre “Ma tu sai cosa sono gli zombies?” la risposta è stata “Sì. Sono quei signori tutti sporchi e brutti che camminano strano”. Meno male.

Il genere horror, per come lo conosciamo oggi, ha origine dal cinema, più che dalla letteratura, ed è presente nella settima arte dai suoi albori, quindi da fine ‘800. I morti viventi, intendo quelli che camminano “strano”, i cadaveri putrefatti che mordono il prossimo e quant’altro, nascono ufficialmente nel 1968 con La notte dei morti viventi di George A. Romero.

cadaveri putrefatti che mordono il prossimo e quant’altro

Il figlio del mio amico si riferiva dunque ad un’idea, un modello riconosciuto e riconoscibile, un po’ come il vampiro con i canini sporgenti, il mantello e il viso esangue, non c’è nulla di cui preoccuparsi, mi dicono i più esperti. Devo dire però che l’idea di un bimbo che si avvicina al mondo dell’horror in tenera età, beh… un po’ mi spaventa.

l’idea di un bimbo che si avvicina al mondo dell’horror in tenera età mi spaventa

E qui entrano in gioco i miei amati fumetti. Qualche tempo fa, per chi ha avuto la pazienza e il coraggio di seguirmi, abbiamo parlato di Dylan Dog e Topolino, con quel prodotto ibrido che si chiama Dylan Top. Ve lo dico subito care mamme: troppa grazia. Il resto del pianeta fumetto non è così. Una delle critiche, forse giustificate, che sono sempre state fatte ad un certo genere di fumetto era ed è tutt’oggi l’utilizzo di meccaniche narrative che poco si adattano all’età del lettore. Quel fumetto, Dylan Top, faceva centro pieno, altri purtroppo no.

l’utilizzo di meccaniche narrative che poco si adattano all’età del lettore

Mi spiego meglio. In un episodio di parecchi anni fa, Paperone limava il bordo di alcune monete per gettarle agli sfortunati mendicanti. Non mi chiedete il titolo della storia perché non mi ricordo quale sia. Ebbene, io non riesco a pensare a niente di più terrificante.

episodio di orrore involontario…

Ora, sappiamo tutti che il meccanismo dell’acquisizione delle conoscenze dei nostri figli è fantastico e probabilmente il nostro bimbo rielabora quelle immagini conducendole ad una realtà e ad un “linguaggio narrativo”, passatemi il termine, che lui conosce. E poi, parliamoci chiaro, anche questa scena così orrenda, se disegnata in un certo modo e narrata in un certo contesto, perde l’impatto “violento” che questa situazione in altri ambiti creerebbe. Sicuramente però ci troviamo di fronte ad un episodio di orrore involontario, non penso che l’autore di allora volesse spaventare un bimbo oppure anche solo preoccuparlo. L’autore parlava un linguaggio infantile, peccato che abbia fatto passare un messaggio sbagliato.

fumetti che NON parlano linguaggi infantili, bensì codici adatti ad un pubblico ben più maturo

Partendo da questo particolarissimo episodio, linguaggio giusto, messaggio errato, passo invece a disquisire su fumetti che NON parlano linguaggi infantili, bensì codici adatti ad un pubblico ben più maturo. Visto che abbiamo parlato di morti viventi non si può non parlare di The Walking Dead, vero fenomeno del fumetto americano degli ultimi anni.

The Walking Dead: Mamme, leggetelo. Mamme. Ma i bimbi?

Ve lo dico subito a scanso di equivoci: il prodotto è eccellente, un vero capolavoro. Mamme, leggetelo. Mamme. I bimbi? Boh, con tutto quello che si vede in giro se un bimbo molto piccolo lo sfoglia non penso che ne rimarrebbe traumatizzato, ma io penso che un fumetto vada letto BENE  e compreso BENE, per cui a mio parere quel fumetto lì può essere compreso dai dieci anni in su.

identificare il codice di un fumetto complesso e violento

Ciò non toglie che spiegare ad un bambino cosa è uno zombie è una cosa, per quanto possa essere difficoltoso, fare in modo di identificare il codice di un fumetto complesso e violento invece è un’altra. E quel codice lì non si spiega e non si deve spiegare, perché TWD è un fumetto davvero complesso, molto più della serie televisiva. Lo stesso dicasi per Dylan Dog, anche se in forma minore, e per centinaia di prodotti che troviamo nelle edicole o nelle librerie.

è un fumetto davvero complesso, molto più della serie televisiva

Una delle particolarità e, direi, una delle caratteristiche principali del fumetto è la capacità di raccontare in modo semplice concetti estremamente difficili da rappresentare con metodi narrativi differenti. Questo però non deve trarre in inganno noi genitori. Dobbiamo cioè fare attenzione a ciò che il nostro bimbo legge e al codice che viene utilizzato. Se volete leggere TWD, per esempio, vedrete che la grafica è estremamente semplice, molto più immediata, per esempio, dei fumetti Marvel o DC.

contenuto estremamente complesso e inevitabilmente violento

Non facciamoci trarre in inganno, quel fumetto ha un contenuto estremamente complesso e inevitabilmente violento. E così per molti altri albi che trovate in giro: attenzione a ciò che il fumetto vuole raccontare e al codice che viene utilizzato. Altre testate che non cito sono semplicemente terribili e basta, non hanno quella complessità di trama ma trasmettono e vogliono trasmettere solamente messaggi violenti per accaparrarsi gli amanti dello splatter.

Fate però sempre attenzione al codice nascosto tra le righe dei fumetti e a ciò che può spaventarli

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Non volevo spaventarvi, mamme. Siamo quasi ad Halloween, lasciate che i vostri bimbi si divertano e che abbiano qualche piccolo brivido che a loro piace. Fate però sempre attenzione al codice nascosto tra le righe dei fumetti e a ciò che può spaventarli, perché il panorama è davvero vasto e sfaccettato.

A me fanno paura!

Ogni bimbo è diverso dall’altro e se magari uno non fa una piega di fronte ad alcune situazioni, altri invece ne rimangono impressionati. Sì perché uno zombie è pur sempre un morto tornato in vita affamato di carne umana e che trasmette la propria condizione a quelli che morde. E un vampiro è un morto non morto che succhia il sangue dei malcapitati che gli capitano tra le grinfie. A me fanno paura!

Un saluto dal Vostro Caro Vecchio Zio Jack.

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