Come stimolare il linguaggio nei bambini tra i 2 e 3 anni

Consigli per aiutarlo a sviluppare la parola e segnali d’allarme a cui prestare attenzione.

Si dice che verso i 2 anni, c’è la fase dell’esplosione del linguaggio. Un bambino che fino ad allora si era dimostrato piuttosto discreto e con un linguaggio limitato, può avere a questa età un’evoluzione molto rapida. Imparerà nozioni sempre più complesse che perfezionerà in seguito.

Cosa possono esprimere i bambini tra i 2 e i 3 anni ?

A 3 anni, i bambini dicono circa 300 parole. Conoscono qualche nozione astratta come grande e piccolo, alto e basso, dentro e fuori.
Utilizzano alcuni verbi d’azione. Possono associare degli oggetti dello stesso colore.
Possono dire il loro nome e possono cantare canzoncine semplici accompagnate o no da gesti.

Come si esprimono i bambini tra i 2 e i 3 anni?

Si esprimono attraverso corte frasi di 3 o 4 parole. Utilizzano, verso i 3 anni, articoli come uno, una, il, la, in frasi corte. Utilizzano i pronomi io e te.
Gestiscono i suoni p, b, m, t, d, n, k, g, l.

Quali sono le ragioni che spingono a comunicare tra i 2 e i 3 anni?

Per chiedere o nominare qualcosa. Per commentare quello che vedono e quello che fanno.
Per esprimere i propri gusti e bisogni. Per rispondere a domande semplici.
Per raccontare una storiella a qualcuno. Domandano spesso “Cos’è? Perché?”.

Che cosa possono comprendere i bambini tra i 2 e i 3 anni ?

A 3 anni i bambini capisco circa 3000 parole. Iniziano a intendere delle frasi più lunghe. Capiscono le domande “Con chi? Con cosa?”.
Iniziano a comprendere la nozione di luogo (ad esempio: metti la pera sul tavolo).
Riescono a mantenere la concentrazione fino a 8-9 minuti per la stessa attività.

Per stimolare la parola e il linguaggio ai bambini tra i 2 e i 3 anni si possono proporre diverse attività.

I giochi di carte, come l’intramontabile Memory, possono essere utili per stimolare la memoria.
Oppure, iniziate una conversazione su degli argomenti che li interessano. Utilizzate spesso delle parole che sono un difficili per loro, non c’è bisogno di fargliele ripetete. I bambini imparano e immagazzinano le parole prima di riuscire a pronunciarle.
Giocate a trovare le somiglianze. Ad esempio, piegando i vestiti e l’intimo, fatevi aiutare a trovare i completi, insistendo sulle somiglianze e sulle differenze.

Incitate i bambini a raccontarvi delle storie, anche aiutandovi con i loro libri preferiti.
Potete anche leggergli delle storie sempre più lunghe, per favorire progressivamente il loro grado di concentrazione.
Dimostratevi interessati a quello che vi dicono. Fate dei commenti e ponete delle questioni.

Quando preoccuparsi?

Alcuni indizi potrebbero incitare i genitori a contattare un ortofonista. I principali indizi:
Se continuano a ripetete le vostre domande senza rispondere. Se non è in misura d’associare degli oggetti uguali.
Se resta passivo di fronte ad un conferimento. Se non fa piccole frasi.
Se non riesce a nominare degli oggetti o delle cose. Se si isola e non è interessato a comunicare con gli altri.
Se risulta incomprensibile per gli estranei, e se è difficile da capire da i suoi familiari.
Se utilizza pochissime parole. Se è frustrato quando cerca di parlare.
Il supporto delle educatrici è fondamentale in questa fase.

Se il bambino frequenta un asilo, le educatrici sono delle figure che conoscono il bambino e il suo modo di interagire con gli altri, quindi il campanello d’allarme potrebbe arrivare anche da loro. Se avete dei dubbi sullo sviluppo del linguaggio di vostro figlio, potete chiedere un parere proprio alle educatrici, per capire anche i vantaggi di un’eventuale consultazione da uno specialista.


♥ QUALI SARANNO LE PROSSIME EVOLUZIONI DI VOSTRO FIGLIO? ♥

Scoprite qui come sviluppare il linguaggio nei bambini tra i 3 e 4 anni

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