Come riscoprire i fumetti con il proprio bimbo?

Avete a disposizione due scelte. C’è il topo con le mani ben salde sul timone di una nave ed accanto un Gambadilegno in abiti ottocenteschi con tanto di pappagallo sulla spalla. Oppure c’è il topo con la pistola (con tappo rosso) in mano pronto ad affrontare un’orda di topastri che lo circondano… che a giudicare dalle espressioni sembrano proprio armati delle peggiori (?) intenzioni.

L’albo 3094, uscito in questi giorni, spiega da solo il motivo per il quale Topolino, nonostante i cali di vendite e le vicissitudini editoriali, rimane il punto di riferimento principale per ogni mamma che voglia accompagnare il proprio bimbo nella passione per la lettura e per la letteratura.

L’approccio grafico è importantissimo. La copertina è quella che incuriosisce i nostri piccoli e che li spinge ad aprire un albo per scoprire cosa c’è dentro. Con la copertina inizia quindi un viaggio ed in questi giorni abbiamo la fortuna di poter scegliere in edicola tra una copertina Normal, quella con Topolino alla guida di una nave, e una copertina Variant, quella in cui Topolino ha la pistola. Nel medesimo albo, due viaggi: e che viaggi!!

I due figuri in abiti ottocenteschi della prima cover altri non sono che Jim Topkins e Long Pete Silver e cioè il duo protagonista della trasposizione in chiave Mickey Mouse dell’Isola del Tesoro.

Ragazze, ve lo dico subito, è una festa per gli occhi. Basta la tavola a pag.40, con i suoi chiaroscuri, i primi piani, le pause ad effetto, le espressioni sui volti per farvi riconciliare con il mondo dei comics, che non affrontate da quando mangiavate pane e Nutella a merenda fregandovene della ciccia. Leggendo questa storia, prima puntata, potrete far scoprire ai vostri bimbi il fascino eterno di un capolavoro, e farlo riscoprire ai voi stesse. Da non perdere il Long Pete Silver, alias Long John Silver, interpretato da Pietro Gambadilegno.

Ma la vera chicca è la storia completa alla fine dell’albo. Qui sì che c’è da spellarci le mani per gli applausi. Questo gioiello nasce dalla collaborazione di due case editrici che hanno unito la loro passione e la loro professionalità per regalarci un risultato di assoluto pregio.

Così è nato Dylan Top. Cioè Topolino che fa Dylan Dog. Che sembra una cosa buttata lì, tanto per fare. Ma invece no, ragazze. E’ una cosa da urlo, un veicolo di passaggio dal fumetto infantile al fumetto adulto di portata colossale. L’idea principale è venuta a Tiziano Sclavi, il creatore, il papà di Dylan Dog, un mito vivente, che l’ha passata a Roberto Recchioni, meglio noto come il Rrobe, grandissimo autore e curatore della testata di Dylan Dog. RRobe ha dunque scritto il soggetto e passato la palla a Tito Faraci, altro sceneggiatore stratosferico, autore di numerosissime avventure di Topolino (oltre a molto altro), e al Maestro Paolo Mottura, i quali hanno fisicamente realizzato le 32 tavole della storia.

Che è un omaggio-parodia del famosissimo numero 1 di Dylan Dog, ovvero L’alba dei morti viventi, scritto da Sclavi e disegnato da Angelo Stano. E chi lo ha letto può ben dire quanto sia difficile realizzare un omaggio in chiave umoristica di un albo come quello, intriso di un orrore quanto mai palpabile, di atmosfere gotiche, di un susseguirsi di vicende quasi oniriche, un incubo vero e proprio insomma.

Voi care mamme direte: ma facciamo leggere un tale orrore ai nostri figli? Mannò, mannò… E’ questo il prodigio. Questa avventura da sola è un trade union tra un fumetto adulto e un fumetto per ragazzini. (Scoprite la descrizione della storia nella parte bonus alla fine del’articolo!)

Che dire dunque? Volete far leggere qualcosa di veramente emozionante ai vostri bimbi, senza spaventarli ma con comunque quel pizzico appena accennato di brivido in più? Allora recuperate questo albo. Oltre ad essere, come al solito, un eccellente veicolo educativo (la sceneggiatura e i dialoghi sono infatti manco a dirlo superlativi), questo Topolino è una vera chicca per chi legge o leggeva Dylan Dog, e in generale per ogni appassionato di fumetti. E per chi proprio non piace l’horror… beh, c’è sempre l’Isola del Tesoro. Che piace sempre proprio a tutti!!!

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* Vi spiego a cosa assistiamo: Dylan Dog, il controeroe, bello ma non tutto d’un pezzo, il protagonista più romantico, più sensibile, più vicino al mondo degli adolescenti che diventano adulti, amatissimo dall’universo femminile, viene praticamente catapultato a Topolinia sotto le fattezze del topo più famoso del mondo. E tutto funziona come un orologio svizzero. E’ una storia di Topolino bella, divertente, piena, completa. Con Pippo che fa Groucho, Basettoni che fa l’ispettore Bloch e Macchia Nera (e chi altri se non il villain di Topolino più “cupo”?) che fa Xabaras.

Sì, perché i “morti viventi” dell’albo originale sono diventati i “topi invadenti”. “L’alba dei topi invadenti” è il titolo della storia e quei due geni di RRobe e Faraci si sono inventati una masnada di rattacci che diventano invadenti come i vicini di casa più insopportabili oppure come il fidanzato noioso che “invade” la vita della povera Minni e che dà il via alla vicenda. Vicenda che graficamente riprende addirittura alcune delle vignette, quando non addirittura intere tavole, della versione originale, con quei chiaroscuri e il paese di Uninvited (in originale era Undead!!!) che sono davvero inquietanti come lo erano nell’albo dell’86. Qui il Maestro Mottura è stato davvero formidabile. Trovare il colore e il tratteggio giusto per le vignette senza farle diventare troppo cupe è da fuoriclasse del disegno fumettistico.

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