Come leggere fumetti a bebè?

mammabanana_banner_caro-vechio-zio-jack_leggere-fumetti-a-bebé

Ho davanti a me un libro per bambini di età prescolare, dai 3 anni ai 5 tanto per capirci. E’ un bel libro, cartonato, parla di un gruppo di pirati che viaggiano su un veliero e alla fine trovano un tesoro su un’isoletta sperduta.

Ci sono sei tavole ed ognuna è riempita da un bel disegno pieno di colori che occupa ben due pagine. Sul fondo di ogni pagina ci sono due frasi brevissime in rima: il bimbo, crescendo e facendosi rileggere più volte il libro, impara la storia in forma di filastrocca e le associa alle immagini delle pagine.

Ragazze, lo so. E’ uno strumento educativo perfetto. Ed è di fronte ad un meccanismo così semplice che spesso il fumetto è messo in secondo piano, se non addirittura svilito dai più. Quando parlo di comics a chi è poco pratico di questo mezzo di comunicazione, la prima obiezione che viene mossa è che il fumetto sarebbe nient’altro che il surrogato di altre forme narrative, principalmente la letteratura, la pittura e il cinema.

E qui arriviamo al primo punto e cioè….

…perché leggere fumetti ai nostri bebè… ???

Ora, io non voglio annoiarvi con le proprietà educazionali, le origini e la storia del fumetto, e bla bla bla… farvi su uno spiegone, insomma, che dopo due righe “cliccate” su qualche social più accattivante e buonanotte. Tanto di informazioni di questo genere, se vi interessano, ne trovate a bizzeffe su internet.

Va però chiarito in modo definitivo che il fumetto è un soggetto a sé stante. Non ha eguali: nella sua forma più avanzata e completa supera qualunque altro tipo di narrazione. Ben lo sanno alcuni pezzi da novanta come Umberto Eco e Steven Spielberg, così come lo sapeva Fellini, la cui tecnica cinematografica nasceva dal fumetto. Enorme provocazione: qualunque forma di narrazione potrebbe nascere dal fumetto (dialogo, immagine, onomatopea: perfetto), il contrario diventa di difficile esecuzione e lettura.  Un film trasformato in fumetto è spesso la mera compressione di un’idea espansa nata per il grande schermo. Quando invece succede l’inverso nascono i campioni d’incasso come Spiderman, gli Avengers, Captain America, addirittura può nascere un capolavoro assoluto come A History of Violence di Cronenberg. Un libro trasformato in un fumetto diventa, nella maggior parte dei casi, una rivisitazione in chiave parodistica o comunque un “Bignami” di un romanzo. Quando, al contrario, un fumetto si approccia allo stile del romanzo… beh, capita anche che vinca il Pulitzer come è successo al Maus di Art Spiegelman o partecipi allo Strega come Una Storia di Gipi. Ci sono, insomma, decine di esempi. Stiamo parlando di una “cosa” a parte, che, come gli altri mezzi di comunicazione, deve essere conosciuto, capito, imparato dal nostro bimbo.

MAMMABANANAONTHEMOVE_testa che esplode

Tornando al libro di pirati di cui parlavo all’inizio: è sicuramente bello ed adatto ad un bimbo di quell’età. Se fosse un fumetto? Non sarebbe ne’ meglio ne’ peggio, sarebbe diverso. Perché accompagnerebbe il bimbo in un altro modo. Darebbe voce ai protagonisti della storia, con la nuvola di una vignetta che dialoga con quella successiva. Ma la vicenda? …sarebbe la stessa, con più figure e forse con molte più cose da spiegare, certo, ma siamo noi a dover raccontare le storie nel modo giusto.

Sì perché, questo è un altro aspetto da considerare…

…come bisogna leggere i fumetti ai nostri bebè… ???

Il punto è tutt’altro che scontato. Mentre la filastrocca del libro di pirati è molto semplice e cadenzata, lo stile del fumetto richiede un approccio diverso. E qui entriamo in gioco noi. Intendiamoci: non sono uno psicologo, (eh no, la psicologa di MammaBanana è Cinzia Cascino! Saluti Cinzia!) e non voglio ergermi ad esperto di istruzione prescolare. Vi dico cosa ho fatto io e vi dico che nel mio caso ha funzionato.

Il presupposto è che non possiamo leggere un fumetto ai nostri figli come si legge un libro. I comics sono dialogo, velocità e suono onomatopeico*. Il resto è nell’immagine disegnata nella vignetta. E’ chiaro che il fumetto deve essere adatto all’età del nostro bebè. Non credo che i nostri piccoli di 3 anni apprezzerebbero il tratto di Crepax. E certo rimarrebbero un po’scioccati dal Sandman di Neil Gaiman. Occorre quindi trovare la base giusta. In edicola ci sono parecchi magazine dedicati ai più piccoli. La maggior parte di essi ha almeno un paio di fumetti molto brevi e adatti alle nostre esigenze.

Leggendoli, cercate di ricreare con la vostra voce il tono del dialogo o della riflessione contenuta nelle nuvolette.

Recitate molto, più di quello che normalmente fate mentre leggete a loro un libro. E’ da questa, chiamiamola così, riproduzione sonora che parte lo stimolo verso i nostri bimbi, che guardando l’immagine e sentendo il tono della nostra voce ricostruiranno la vicenda.

Non siate avari di spiegazioni e, soprattutto con i bimbi più piccoli, cercate di descrivere anche la vignetta che si trovano di fronte, magari non immediatamente comprensibile. Vedrete che, come nel mio caso, la loro curiosità e il nostro aiuto li porteranno ad acquisire i meccanismi leggermente più complessi del fumetto e nel giro di qualche tempo potrete passare a letture più articolate (sempre a loro dedicate, però, mi raccomando).

Ora voi direte, sì ma Zio Jack, io ho poco tempo per cui…

… quando devo leggere fumetti al mio bebè… ???

Va bene ragazze, per questa domanda la risposta è molto semplice. Tutte le volte che i vostri bimbi ve lo chiedono.

Saluti dal vostro Caro Vecchio Zio Jack

* wahouu! aaaaargh! vlammm! boooom!

ALTRI (SUPER) ARTICOLI