Come gestire la separazione coniugale quando ci sono dei figli

Gli amori finiscono, per quanto sia questa una esperienza che può essere estremamente dolorosa: i membri di una coppia cambiano nel tempo e la relazione può entrare in crisi, sino ad approdare alla decisione di vivere separati. 

i genitori devono apprendere a cooperare nell’interesse dei figli

Se dall’unione sono nati dei figli, nel turbinio di emozioni che caratterizza la fine di una relazione di amore, la coppia genitoriale deve però restare salda ed i genitori devono apprendere a cooperare nell’interesse dei figli, facendo in modo che la qualità delle relazioni con loro dipenda sempre meno da quella che è stata la qualità delle relazioni con il compagno.

Solo quando entrambi i partner hanno compiuto il processo di elaborazione della separazione possono impostare una relazione autenticamente non conflittuale e cooperare nell’interesse dei loro figli.

la conflittualità tra gli ex-coniugi una delle variabili più significative

Si tratta di un processo di riorganizzazione della vita famigliare complesso, sicuramente dipendente nel suo svolgimento dal momento del ciclo di vita individuale e famigliare che si sta attraversando, ma essenziale: gli effetti esercitati dalla separazione sui figli infatti non sembrano tanto dipendere dall’evento in sé, ma dalla riuscita di tale processo ed è proprio la conflittualità tra gli ex-coniugi una delle variabili più significative che appare influenzarla in maniera negativa.

i genitori impegnati nel conflitto sono meno sensibili e attenti

La conflittualità esercita i suoi effetti negativi sul benessere dei figli sia direttamente, quando i figli assistono ai litigi dei genitori o vi prendono parte, sia indirettamente, perché i genitori impegnati nel conflitto sono meno sensibili e attenti ai loro bisogni.

Una gestione del conflitto improntata alla collaborazione influenza positivamente

Una gestione del conflitto improntata alla collaborazione influenza positivamente anche la frequenza dei contatti tra genitori non residenti e figli e gli studi hanno evidenziato la correlazione positiva tra buon adattamento dei figli alla separazione e mantenimento regolare dei rapporti con entrambe le figure genitoriali. La cultura giuridica ha riconosciuto l’importanza della tutela del rapporto dei figli con entrambi i genitori con la recente modifica nella disciplina dell’affidamento, che tutela il bisogno di continuità relazionale del minore e valorizza la responsabilità reciproca dei genitori nella cura dei figli.

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Keith Haring

Come riuscire a tutelare i figli, riducendo la conflittualità e stimolando la cooperazione?

Tra le risorse possibili vi è sicuramente quella dell’accompagnamento da parte di uno psicologo: le diverse forme di intervento oggi disponibili per accompagnare la coppia e i membri delle famiglie separate hanno come oggetto comune la cura dei legami familiari e si focalizzano in particolare sulla relazione genitoriale, cioè sull’anello più debole e dal quale dipende la sana crescita dei figli.

Possono quindi essere estremamente utili interventi di sostegno, quali il counseling e la psicoterapia dei singoli e delle coppie: é importante disporre di un luogo dove riflettere ed elaborare i propri vissuti, evitando così di portare il conflitto all’interno della relazione con i figli.

Anche se ogni famiglia ed ogni separazione sono differenti, è poi possibile fornire alcune indicazioni di massima:

  • è necessario spiegare ai figli quanto sta succedendo, possibilmente insieme, e chiarire loro che la separazione tra i genitori trasformerà la vita famigliare ma che i rapporti con ciascun genitore rimarranno saldi e che l’affetto per loro perdurerà
  • i bambini non devono mai venire messi nella condizione di scegliere tra i due genitori: bisogna evitare critiche o giudizi offensivi nei confronti dell’altro genitore in presenza dei figli, oltre che allusioni ad eventuali relazioni extraconiugali.
  • se dopo la separazione i genitori iniziano una nuova relazione sentimentale, deve essere concesso ai figli (e all’ex-partner) il tempo di metabolizzare la situazione prima di introdurre la nuova figura. I figli necessitano di tempo per accettare la fine della precedente situazione e quindi di tempo per imparare a conoscere l’eventuale nuovo compagno, prima che questi entri a far parte della loro quotidianità.
  • stare vicino ai figli non significa concedere loro qualsiasi cosa: i bambini hanno bisogno di limiti chiari e definiti. Il senso di colpa non deve essere compensato con regali indiscriminati o totale “lasciar fare”.
  • ogni bambino reagisce a modo proprio: rabbia, tristezza o apparente indifferenza vanno accolte e accettate, riconosciute e consolate.
  • per quanto possibile, non bisogna lasciarsi travolgere da rabbia o dolore in loro presenza, anche se ammettere di provare questi sentimenti, confidando nella possibilità di superarli, può aiutarli a comprendere ed accettare i loro propri vissuti.

Un articolo a cura della Dott.ssa Cinzia Gatti  | tel. 3496116286 | www.animaeforme.it


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