Un bambino straniero in classe: pregiudizi e vantaggi

Mamma, papà, c’è qualcuno di nuovo in classe di vostro figlio quest’anno? Magari un bambino appena arrivato in Italia o che inizia la scuola non conoscendo l’italiano. Alcuni genitori sono preoccupati per l’inserimento e l’integrazione di un bambino straniero in classe. In effetti, l’accoglienza e il processo di integrazione del bambino straniero nel gruppo classe e nella società è spesso ostacolato da preoccupazioni e pregiudizi. Di seguito analizziamo quelli più frequenti e proponiamo alcune strategie per contrastarli.

Si perde tempo a insegnare l’italiano al nuovo arrivato

In realtà l’insegnamento della lingua italiana, in un primo momento, avviene in orario extra-scolastico. Per i bambini che arrivano a scuola senza parlare l’italiano, infatti, vengono predisposti dei laboratori linguistici intensivi, al di fuori dell’orario di lezione.

L’insegnante avrà meno tempo da dedicare allo svolgimento del programma

Di solito gli insegnanti portano a termine il programma, usando alcuni accorgimenti in più. Il bambino che ha imparato l’italiano per studiare, adesso impara l’italiano studiando. I docenti nel processo di apprendimento dell’italiano diventano dei “facilitatori” di apprendimento e per affrontare argomenti più complessi possono contare su strumenti come testi e strumenti multimediali semplificati che propongono i contenuti comuni con un linguaggio più accessibile. Inoltre, si possono utilizzare dei supporti non verbali che permettono una comunicazione più immediata per tutti.

Insegnare il bello della diversità

Quello su cui si fa più fatica a soffermarsi è che non esiste il bambino straniero, ma esistono bambini diversi con le proprie specificità. Compito dell’insegnante e dei genitori è mediare questo concetto ai più piccoli, che, per la cronaca, lo sanno già. Il bambino con la pelle scura, con gli occhi a mandorla o coi capelli biondissimi che arriva a scuola già iniziata si porta dietro una storia che è unica.

Non esiste una storia e una personalità uguale all’altra, allora perchè dovremmo avere preoccupazioni uguali per qualsiasi nuovo arrivato?

Quando andate a prendere vostro figlio a scuola e gli chiedete della sua giornata, includete qualche domanda sul nuovo arrivato. Chiedere “come si chiama?”, “qual è il suo gioco preferito?”, “accanto a chi è seduto?” possono essere domande semplici per iniziare una conversazione; avviando questo tipo di dialogo aiuterete vostro figlio a prestare attenzione agli aspetti che ha in comune con il bambino straniero e sosterrete la sua curiosità nell’esplorazione delle novità e delle diversità.

Ascoltare per essere ascoltati: promuovete la discussione fra culture

Certo “integrazione” non è una parola semplice, è un cammino tortuoso che parte dall’imparare una lingua, continua col condividere il modo di vivere del posto senza dimenticare le proprie tradizioni. Un buon modo di entrare in contatto con il nuovo arrivato e la sua famiglia è mettersi in gioco nel conoscere la loro cultura di appartenenza e permettere loro di conoscere meglio quella italiana.

Un buon inizio è partire da cose semplici: presentarsi ai genitori all’uscita di scuola, informarsi su come vanno queste prime settimane di inizio anno per loro e per i loro figli, chiedere se vogliono essere ammessi al gruppo whatsapp della classe. Rendersi disponibili e mostrarsi interessati a comprendere chi abbiamo di fronte, rende l’altro propositivo ad aprirsi con noi. Potete essere i primi a lasciarvi andare a una confidenza, così da far sentire i genitori del bambino sicuri del vostro appoggio e più propensi a confidarsi a loro volta.

Saper dialogare rende i bambini più capaci di esprimere se stessi

Tramite un aperto e rispettoso scambio di punti di vista tra i bambini e le loro famiglie e voi e i vostri figli si può arrivare a una comprensione più approfondita del modo in cui vediamo l’altro. Il dialogo fra culture differenti rende genitori e bambini più liberi e capaci di esprimere se stessi e nello stesso tempo in grado di ascoltare e conoscere gli altri.

Se un genitore riesce a cooperare e a partecipare alla cultura che appartiene al bambino appena inserito in classe fornisce un modello da imitare, ponendo le basi per la crescita personale del proprio figlio e contribuendo all’inclusione.

La scuola come luogo centrale per la costruzione e condivisione di regole comuni favorisce con la pratica quotidiana l’acquisizione del rispetto delle forme democratiche di convivenza e dei saperi indispensabili alla formazione della cittadinanza attiva.

Vediamo nello specifico le possibilità che questa situazione comporta per tutto il gruppo classe.

Si fa festa più spesso

Il contatto con bambini stranieri permetterà ai nostri figli di approcciare le feste di religioni e culture diverse. Sperimentare all’interno del contesto scolastico nuove usanze renderà i bambini più sensibili e pronti ad adattarsi in futuro. Non dimenticate che per i bambini accostare alle feste tipiche della cultura italiana quelle straniere significa fare festa due volte!

Si impara ad insegnare

Spesso può capitare che l’insegnante affianchi al bambino straniero un compagno di classe italiano. Il compito del bambino italiano è di insegnare attraverso il suo esempio. Il bambino italiano fornisce un esempio positivo e impara a aiutare in maniera naturale.

Si mangiano cose nuove

Uno dei modi migliori per iniziare un’amicizia è condividere qualcosa. Vedere una merenda mai assaggiata, lo renderà curioso di provarla. Poterla offrire lo proteggerà dal diventare possessivo delle sue cose e più altruista.

Quindi, mamma e papà, all’arrivo di un compagno straniero in classe di vostro figlio concedetevi del tempo, osservate, scoprite com’è questo bambino, riportate indietro quel costume preconfezionato che volevate mettergli addosso. Poi se sarete così bravi da mettervi in gioco e accogliere il nuovo arrivato e la sua cultura, diventerete dei supereroi agli occhi dei vostri bambini che vorranno essere aperti e sensibili come voi!

Solo allora attraverso gli occhi di vostro figlio vedrete quali sono i vantaggi dell’inserimento in classe del bambino straniero.

ALTRI (SUPER) ARTICOLI