Come affrontare la nascita di un bambino sordo

I libri di sociologia raccontano come le famiglie di un tempo fossero numerose, molte le bocche da sfamare, ma scarse le economie familiari, motivo per cui ciascuno dei figli era considerato come una risorsa spendibile, la classica ‘forza lavoro’.

Al contrario, oggi i genitori investono in un numero sempre più ridotto di figli da mettere al mondo, tendenza inversamente proporzionale alle aspettative e ad i sogni riguardanti il loro futuro. “Sarà un maschietto, diventerà un musicista, o forse un chirurgo di fama nazionale, dovrà sicuramente fare l’erasmus, il corso di teatro, di chitarra, cucina…..” Insomma, nel momento in cui il bambino diventa un essere reale, nella mente dei genitori inizia ad acquisire un’immagine di come sarà la sua vita. Allo stesso tempo nella testa di papà e mamma si crea un’immagine di loro come genitori.

i segnali iniziano ad essere inequivocabili 

I mesi passano e, in men che non si dica, la giovane coppia si ritrova in sala parto in attesa di vedere quel bimbo tanto sognato.

Eccolo, il piccolo è arrivato e insieme a lui il primo confronto tra il bambino immaginato e quello reale.

La nuova famiglia torna a casa, i genitori parlano al bambino, gli cantano la ninna nanna, fanno attenzione a mantenere un ambiente tranquillo per non compromettere il suo sonno, i parenti fanno piccoli versi e in cambio ricevono quel sorriso che tanto li emoziona, riceverà il carillon con la musica rilassante, il gioco per riconoscere il verso degli animali, la mamma sederà il suo pianto con la propria voce, finché…

finché, ci sarà qualche piccolo campanello d’allarme.

la porta sbatte alle sue spalle e lui non sembra accorgersene… non risponde al suo nome

Inizialmente essi verranno negati con scuse sensate. “Non si gira quando lo chiamiamo perché è troppo concentrato in quello che fa, non reagisce alla musica perché probabilmente non la apprezza, sono molti i bambini che alla sua età ancora non parlano…”

Ma poi i segnali iniziano ad essere inequivocabili, la porta sbatte alle sue spalle e lui non sembra accorgersene, non risponde al suo nome neanche se chiamato insistentemente e da molto vicino.

I sospetti sono forti ed è arrivato il momento di prendere in mano la situazione.

I genitori si dovranno rivolgere inizialmente al pediatra, per poi passare ad un otorino e ad un audiologo esperto.

Segue una fase di screening, fatta di test, suoni, fischi, elettrodi, tutti esami non invasivi per il bambino, ma certo, di grande impatto emotivo per i genitori. Soprattutto nel momento della diagnosi: SORDITA’.

come mi devo relazionare con lui? devo smettere di parlargli? come farà a  comunicare?

Questo secondo distacco tra il bambino immaginato durante la gravidanza e il bambino reale, questa perdita dell’oggetto d’amore, potrebbe creare un vortice di dolore e sensazioni negative che andranno dal distacco alla depressione, dalla rabbia al desiderio di fuga, passando per incredulità, desiderio che sia solo un brutto sogno che si risolverà senza conseguenze, senso di colpa, inadeguatezza, impotenza…

Le domande, a questo punto, saranno così tante da affollare la mente dei genitori: chi è mio figlio? come mi devo relazionare con lui? devo smettere di parlargli? come farà a  comunicare?

continuare a relazionarsi con naturalezza con il piccolo. Lui può leggere le emozioni…

Il consiglio che mi sento di dare è quello di recarsi presso associazioni e centri dedicati per poter raccogliere il maggior numero di informazioni riguardanti le possibili strade da intraprendere per il futuro del bambino (argomento che verrà trattato nei successivi articoli), richiedere un consulto psicologico qualora se ne sentisse il bisogno, ma soprattutto continuare a relazionarsi con naturalezza con il piccolo. Lui può leggere le emozioni e le intenzioni di una conversazione sul volto di chi gli sta di fronte. E’ vero probabilmente non comprenderà le parole della ninna nanna che gli canterete, ma coglierà la serenità di chi lo tiene tra le braccia per addormentarlo, non comprenderà la motivazione del perché lo state sgridando se si è avvicinato troppo al fuoco, ma imparerà che è meglio stare lontano da esso, non capirà che il nonno sta cercando di imitare il verso degli animali, ma potrà farsi una risata vedendo tutte le smorfie dipinte sul suo viso.

un comportamento iperstimolante, che non tiene conto della sordità, potrebbe creare un senso di inadeguatezza

Le uniche cose da evitare sogno gli eccessi: un comportamento iperstimolante, che non tiene conto della sordità, potrebbe creare un senso di inadeguatezza durante la crescita;  l’atteggiamento contrario, quello iperprotettivo, di coloro che si concentrano solo sulla disabilità non vedendo il bambino nella sua totalità, rischia di amplificare i limiti del bambino, riducendo le sue possibilità originarie.


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